Ragadi Anali

ragadi anali

La ragade anale è una ferita lineare localizzata all’ano, in genere posteriormente rispetto ai genitali.

Si tratta di una patologia abbastanza frequente che colpisce più frequentemente gli uomini.

Causa Ragadi Anali

Le cause non sono del tutto chiarite, anche se l’ipertono del muscolo sfintere interno sembra giocare un ruolo determinante.

Evacuazioni caratterizzate da feci dure o diarroiche ed una situazione di stress possono contribuire alla comparsa della ragade anale.

Ragade anale Sintomi

La sintomatologia è tipica ed è caratterizzata da:

  • intenso dolore alla defecazione
  • modesta perdita ematica
  • occasionalmente prurito

Alla comparsa della sintomatologia è sempre consigliabile eseguire una visita medica dal Proctologo per confermare la diagnosi e distinguerla da altre patologie con sintomatologia simile.

Ad esempio, le neoplasie maligne anali, patologie non frequenti ma con incidenza in aumento. Queste, frequentemente esordiscono con un aspetto simile a quello della ragade, così come alcune patologie infettive a trasmissione sessuale ed ancora la localizzazione anorettale della malattia di Crohn.

Terapie non chirurgiche

La forma acuta in genere si risolve in maniera conservativa regolarizzando l’alvo e utilizzando creme localmente.
La forma cronica può venir curata con terapie non chirurgiche quali l’utilizzo di particolari creme e di dilatatori anali che hanno il vantaggio di evitare un intervento chirurgico e sono esenti da complicanze. Tuttavia sono efficaci in circa il 50% dei casi ed è possibile la ricomparsa della malattia alla sospensione del trattamento.

La terapia con dilatatori in genere richiede due sedute quotidiane di alcuni minuti per circa un mese durante il quale il paziente esegue da solo le dilatazioni seguendo le indicazioni date dal chirurgo.

Recentemente è stata proposta ed utilizzata la somministrazione locale di tossina botulinica per iniezione locale che ha dato risultati apparentemente buoni. Ma con frequenti recidive della ragade anale alla sospensione del trattamento.

In caso di mancata risposta alla terapia medica, oppure di recidiva si ricorre in genere alla terapia chirurgica.

Terapie Chirurgiche

La terapia chirurgica, in presenza di persistente ipertono sfinterico e delle ragadi anali dopo fallimento della terapia medica, consiste abitualmente in un intervento detto sfinterotomia.

Questo, in genere, può venire eseguito ambulatorialmente o in day surgery con anestesia locale o loco-regionale.

È un intervento molto efficace con rare complicanze che, tuttavia, può essere associato ad incontinenza ai gas, soprattutto in alcuni sottogruppi di pazienti. In particolare donne con più parti alle spalle o pazienti anziani. Questo accade in una minima percentuale di casi e a distanza di anni.

Procedure alternative o complementari possono essere le cosiddette anoplastiche.

Consistono nell’asportazione della ragade che viene poi coperta con una piccola plastica di mucosa del canale anale ed infine la dilatazione regolata con palloncino. Pratica che consiste sostanzialmente in una dilatazione anale eseguita in anestesia, eventualmente ripetibile in caso di insuccesso.

In conclusione, una diagnosi precisa porta sempre alla opzione terapeutica più adatta al singolo caso e risolve un problema che spesso condiziona drammaticamente la qualità della vita per la sintomatologia spesso intensa ed invalidante.

Dott. Luca Bordoni Proctologo
Chirugo Generale Esperto in Proctologia
Sono il Dott. Luca Bordoni, Medico Chirurgo Proctologo.  Esperto in Proctologia e Pelviperineologia...

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