Intervento Starr

intervento starr

Per intervento starr intendiamo una tecnica chirurgica mini invasiva che cura la Sindrome da ostruita Defecazione, il prolasso rettale e le emorroidi o malattia emorroidaria.

S.T.A.R.R. è l’acronimo di Stapled Trans Anal Rectal Resection: indica l’intervento di Prolassectomia con stapler eseguita per via trans anale.

Tecnica starr: in cosa consiste

L’intervento starr è una tecnica mininvasiva che prevede la resezione del prolasso rettale attraverso il canale anale per mezzo del PPH, uno strumento chirurgico che permette di evitare di effettuare tagli chirurgici. Si tratta, quindi, di un tipo di chirurgia che non lascia cicatrici cutanee.

Quando si ricorre alla starr

Principalmente si ricorre all’intervento starr in caso di Sindrome da Ostruita Defecazione (ODS). Questa patologia, che provoca nel paziente una gravissima difficoltà nell’evacuazione, può dipendere da vari fattori: lassità dei tessuti e delle strutture del pavimento pelvico, rettocele, invaginazione del retto.

È essenziale rivolgersi a professionisti che inquadrino correttamente il caso del paziente, in modo da indirizzare alla chirurgia tramite tecnica starr solo una percentuale minima di pazienti affetti da Sindrome della Defecazione Ostruita, i quali, normalmente, beneficiano di un trattamento conservativo. 

Quando, quindi, il ricorso alla chirurgia è considerato un buon risultato terapeutico? In tutti i casi di: 

  • perineo discendente
  • rettocele di 3 – 3,5 cm
  • prolasso mucoso
  • invaginazione / intussuscezione intrarettale
  • prolasso rettale esterno maggiore di 3 cm

Altri problemi fisici che risolve la tecnica starr sono: 

  • il prolasso rettale, con o senza emorroidi
  • il rettocele della donna

Emorroidi metodo starr: come comportarsi? La malattia emorroidaria diventa un problema risolvibile chirurgicamente quando il paziente è dolorante e sanguinante. Quindi quando il problema di emorroidi è di grado avanzato.. 

Esistono controindicazioni alla STARR

Starr intervento chirurgico: ci sono controindicazioni. L’intervento starr non è la soluzione per curare le seguenti patologie:  

  • prolasso rettale/ invaginazione con prolasso genitale
  • enterocele anatomico / sigmoidocele
  • ascesso e fistola anale
  • stenosi anale
  • colite ulcerosa e morbo di Chron
  • varici rettali
  • cistocele
  • peritoneocele
  • rallentamento totale del transito intestinale
  • lesione dello sfintere
  • ascessi anali
  • malattie infiammatorie intestinali

Come viene eseguito l’intervento starr

L’intervento starr è mininvasivo, in quanto mantiene le emorroidi del paziente, necessarie per la continenza dei liquidi e dei gas, correggendo e riposizionando il tessuto in eccesso. Inoltre, viene svolto in anestesia generale o loco-regionale e non lascia ferite esterne, venendo effettuato internamente nel canale anale.

Ma come viene eseguito?

Attraverso l’uso di suturatrici meccaniche, si procede, accedendo dal canale anale, all’asportazione dell’ultima sezione dell’intestino retto prolassato che ostruisce il passaggio e impedisce la defecazione. Il chirurgo, poi, ricolloca la mucosa prolassata, i cuscinetti emorroidali e l’anoderma nella posizione originaria. In questo modo, l’ostacolo alla defecazione è stato rimosso ed è stato ricostruito un ano anatomicamente normale. 

L’intervento termina con una suturatrice circolare per una cucitura sterile della mucosa. L’operazione chirurgica si conclude così in maniera rapida e sicura.

L’ostruita defecazione può associarsi, in circa un terzo dei casi, a un prolasso degli organi pelvici che può causare incontinenza urinaria. Come si correggono contemporaneamente questi problemi? Con l’intervento P.O.P.S., ossia Pelvic Organ Prolapse Suspension, che ristabilisce l’anatomia delle pelvi eliminando i prolassi.

Obiettivi dell’intervento di starr

Gli obiettivi dell’intervento di starr sono tre:

  • la rimozione del retto prolassato e il normale ripristino anatomico
  • il ristabilimento della continuità della parete muscolare rettale, con recupero della normale capacità compliance rettale
  • la correzione anatomica del rettocele, con regressione del colpocele posteriore, se associato

Intervento starr: protocollo diagnostico

Per arrivare a una diagnosi e valutare se la STARR sia la soluzione alla patologia del paziente, gli esami diagnostici da eseguire sono i seguenti

  • esami di laboratorio di routine
  • rx colpo-cisto-defecografia 
  • defecografia dinamica con risonanza magnetica
  • manometria anorettale
  • visita ginecologica
  • ecografia endoanale, endovaginale e perineale dinamica

Quali sono i vantaggi della STARR?

Come già detto, si tratta di un intervento mininvasivo, efficace e sicuro. 

Quali sono i vantaggi che porta la starr? Vediamoli di seguito: 

  • trattamento mininvasivo del prolasso (intervento prolasso rettale starr)
  • mantenimento dell’anatomia e della funzione delle strutture del canale anale
  • trattamento del rettocele o della defecazione ostruita
  • tempi operatori più brevi rispetto alle tecniche più complesse
  • minor dolore post-operatorio
  • elevata soddisfazione dei pazienti anche a distanza di tempo (successo nell’85% dei casi)

Starr complicanze post operatorie quali sono?

Come tutti gli interventi chirurgici, anche l’intervento starr può avere delle complicazioni, seppur molto rare

Le eventuali complicazioni riscontrate sono: 

  • sanguinamento (evitabile con un attento controllo dell’emostasi a livello della linea di sutura)
  • urgenza defecatoria (sintomo molto comune nella prima settimana postoperatoria, ma nel 70 – 80% dei casi si risolve entro sei mesi dall’intervento)
  • ritenzione di punti metallici
  • infezioni (sono di trascurabile incidenza trattandosi di un intervento che non prevede scollamento di piani o apertura di fasce)
  • stenosi anastomotica (risolvibile con dilatazione endoscopica o stricturoplastica radiale)
  • incontinenza a gas e/o feci 
  • fistola retto-vaginale
  • ritenzione urinaria
  • disfunzioni sessuali
  • necrosi rettale

Attualmente, l’intervento starr offre il miglior rapporto tra rischi e benefici. 

Pertanto, possiamo dire che il paziente ha l’80% di probabilità di guarire e il 20% di non migliorare la sua sintomatologia. 

Questo intervento deve essere eseguito solo da chirurghi esperti dopo aver eseguito tutti i dovuti esami specialistici, necessari per far sì che il rischio di incorrere nelle complicazioni sopracitate sia ridotto al minimo.

Quali sono i tempi di convalescenza dopo la STARR?

La starr dura un giornoDi norma, il paziente viene dimesso la mattina dopo l’intervento

È possibile riscontrare dei leggeri disagi durante la prima e la seconda settimana di degenza post-operatoria. Tuttavia possiamo rassicurarvi che raramente si ricorre all’assunzione di antidolorifici. Infine è importante ricordare che la ripresa alle normali attività quotidiane è molto rapida.

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dott luca bordoni proctologo pelviperineologo

Dott. Luca Bordoni Proctologo

Chirugo Generale Esperto in Proctologia e Pelviperineologia.

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